san paolo della croce

E' il fondatore dei Passionisti, riconosciuto come il più grande mistico del settecento, celebrato tra i più eloquenti missionari e i più venerati maestri di spirito del secolo, canonizzato da Pio IX il 29 giugno 1867. Nasce il 3 gennaio 1694 da Luca Danei e Anna Maria Massari ad Ovada, ai confini con la Repubblica di Genova; ma è oriundo di Castellazzo Bormida, della provincia di Alessandria, allora compresa nel ducato di Milano. Secondo genito di sedici figli, è educato dalla sapiente pietà materna, degna della nobilissima tradizione degli antenati alessandrini la cui origine risale al secolo XIII. I torbidi politici dell'ultimo Seicento e incalzanti disgrazie familiari presto obbligano Paolo a dedicarsi al commercio per aiutare il padre, affrontando situazioni spesso altamente drammatiche. Cremolino, Campo Ligure, Castellazzo B. sono le tappe via via raggiunte dalla famiglia, mentre esigenze di lavoro tengono il giovane lontano, in giro per il mondo, finchè appena ventenne è folgorato dalla Grazia e convertito " a penitenza ". E' appunto il fremito di quella prima esperienza che dopo la crociata bandita da Clemente XI lo spinge ad arruolarsi nell'armata veneziana per combattere contro l'ennesima minaccia dell'Islam. Ma nel febbraio 1716 è ispirato a seguire un'altra rotta e, rifiutata l'eredità di alcuni coniugi di novello ( CN ), torna in famiglia per la quale ancora lavora, mentre è favorito da eccelse illuminazioni rivelatrici del suo vero destino di contemplativo e di apostolo. Nell'estate del 1720 un giorno, " elevato in Dio con altissimo raccoglimento, scordamento di tutto e grandissima soavità interiore ", si vede " in spirito vestito di nero sino a terra, con una croce bianca in petto sotto la croce scritto in lettere bianche il nome ss.mo di Gesù ...." Rivestita del medesimo abito gli appare anche la Vergine che lo accerta della sua vocazione di fondatore di un nuovo Istituto. Rinuncia al matrimonio, si da tremendi rigori penitenziali, e seguito da amici compresi del suo carisma, e la sera del 22 novembre 1720 riceve dal vescovo di Alessandria la nera tunica dell'eremita. A Castellazzo B., presso la chiesa di S. Carlo, scrive le prime Regole e Costituzioni, vive in solitudine, si dedica alla predicazione. Ma al suo ritorno in patria, sosta sul Monte Argentario, chedopo una odissea diventerà la culla della sua congregazione. Lassù potè stabilirsi definitivamente verso la primavera del 1728, al termine di estenuanti mortificazioni fisiche e morali subite a Gaeta, Troia ( FG ), Itri ( LT ) e Roma; dove Benedetto XIII dopo averlo autorizzato a " radunare compagni " l'aveva ordinato sacerdote e destinato al servizio degli infermi nell'ospedale di San Gallicano. Fallito il progetto di fondazione sull' Argentario, si adopera per realizzarlo all'Isola d'Elba ; ma presto straordinarie circostanze l'incoraggiano a ripere il primo tenta tivo, coronato da successo non prima del 14 settembre 1737 in seguito alle più turbinose ed esasperanti vicende che potessero raffinare la sovraumana pazienza di un Mistico della sua tempra. Siamo alla prima casa dell'Istituto : il ritiro della Presentazione di Maria SS.ma presso Orbetello, nello Stato dei Presidi. Soltanto 24 anni dopo, più in alto, seguì l'erezione del Noviziato di San Giuseppe, sul versante opposto del promontorio, quasi a picco sul mare. La necessità di approvazioni sempre più ampie da parte della S. Sede stimolano Paolo anuove fondazioni, che, superando innumerevoli controversie, realizza nello Stato Pontificio principalmente col favore dei Papi del tempo, con lui larghi di venerazione ed affetto. Appunto essi, dopo i dovuti esami, autorizzano, le Regole , fino alla definitiva approvazione dell'Istituto concessa nel 1769 da Clemente XIV, seguita dall'altre egualmente solenne di Pio VI nel 1775. Alla sua morte il Santo lasciava tredici ritiri, più un monastero femmile fondato a Tarquinia.