l' arcipretura di santo stefano protomartire

Madonna

L’origine della comunità di Porto S. Stefano è strettamente legata al lento e progressivo formarsi del paese intorno al 1720, quando i Reali Presidi di Spagna, cui apparteneva l’Argentario, erano governati dai Vicerè austriaci. Nel 1728 le 41 famiglie costituenti il nucleo abitativo di allora, circa 200 persone, chiesero ed ottennero di costituirsi in comunità parrocchiale, che fu eretta due anni dopo nel 1730: si impegnarono a contribuire al mantenimento del parroco e a costruire, a loro spese, una nuova chiesa in sostituzione della piccola e fatiscente cappella usata dai militari della Fortezza spagnola. Nel 1741 iniziarono i lavori che terminarono con la solenne apertura al culto il 30/11/1750; nel 1763 la Chiesa parrocchiale fu elevata alla dignità di Arcipretura. Durante la Seconda Guerra Mondiale la Chiesa di Santo Stefano aveva resistito a lungo alla violenza delle bombe, anche se i bombardamenti, che avevano distrutto il paese, ne avevano causato gravi lesioni, pur restando in piedi le solide pareti. Il 7 Giugno 1944 i tedeschi, nel ritirarsi per l’avanzata degli Alleati, fecero saltare con mine e potenti cariche di tritolo la Chiesa, determinandone la completa rovina. Solo il campanile rimase intatto, senza lesioni gravi; infatti è rimasto a fianco della nuova Chiesa e innalzato di qualche metro, poiché sarebbe stato nascosto dal nuovo edificio sacro, più elevato di quello distrutto. Quest’ultimo aveva la facciata principale rivolta a sud, cioè sul piazzale che immette in via della Chiesa; perciò l’altare maggiore e l’abside erano rivolti a nord, sulla via XX Settembre. Riedificata con stile diverso da quello precedente su disegno degli architetti Paniconi, Pediconi e Rossi de Paoli, l' edificio imponente e semplice, con prospetto rivolto al mare, mostra motivi cuspidali ed elementi architettonici aleggianti lo stile spagnolesco. L'interno costituito da un'unica grande navata, copre la superficie di 600 mq. e presenta il soffitto a volta, con curvatura leggermente ribassata.  fu riconsacrata il 25 Dicembre 1950.
Negli anni successivi furono realizzate diverse opere a completamento della chiesa: nel 1955 la statua in terracotta di S. Stefano Protomartire opera dello scultore Emilio Greco; la Ditta Castaman di Venezia realizzò vari mosaici: nel 1957-1958 le due cappelle laterali del S. Cuore e della Madonna Immacolata , nel 1965 le stazioni della Via Crucis e l’abside. Nel 1962 viene acquistato  un organo di 900 canne dalla Ditta Mascioni; nel 1972 rifatta completamente la pavimentazione e nel 1980 fu consacrato il nuovo altare e ridisegnata l’aula presbiterale. Nel 1981 la chiesa è stata dotata di 15 vetrate istoriate, realizzate dalla Ditta Diana di Siena: sono rappresentati i Patroni dei mestieri ed i gruppi ecclesiali che operano in Porto S. Stefano e i Santi che hanno un legame con l'Argentario e la Toscana. Per il primo ciclo le immagini di S. Stefano, Sant'Andrea, S.Giuseppe, S. Anna. S. Barbara. S. Vincenzo de’ Paoli, S. Francesco d'Assisi. Per il secondo le immagini della Beata Caterina Sordini, S.Paolo della Croce, S.Bernardino e S. Caterina da Siena. Elementi caratteristici sono i grandi lampadari pendenti dal soffitto e disposti in prossimità dei muri perimetrali. Nell' alto campanile coperto a cupoletta, unico elemento architettonico superstite della chiesa precedente, sono installate tre grosse campane, fuse tra la metà del secolo XVIII e quella del secolo XIX. Il fonte battesimale e le due acquasantiere sono state ricavate dal granito dell'Isola del Giglio. Dall’anno 2000 si è proceduto ad una serie d’interventi di restauro sia degli interni che degli esterni, con l’adeguamento degli impianti audio e d’illuminazione, è stata modificata la scalinata di accesso con l’abbattimento di barriere architettoniche. Nel 2004 è stata apposta, sopra la rinnovata bussola d’ingresso, una vetrata raffigurante San Giacomo apostolo nella veste di pellegrino e la Vergine con il Bambino. Nel 2006 è stata ridisegnata l’area presbiterale, e creato un coro ligneo dietro la sede del celebrante a ridosso dell’organo a canne, realizzato un nuovo e imponente  ambone in marmo. E’ stato spostato il tabernacolo nel pilastro di destra e collocato, al centro dell’abside, un crocifisso ligneo in stile gotico. La statua del patrono opera di Emilio Greco ha trovato la sua collocazione in un’apposita cappella. Si è inoltre proceduto al restauro della statua della Madonna Immacolata e del Cristo Risorto e realizzata una nuova in legno di cirmolo della Beata Maria Maddalena dell’Incarnazione, nata a Porto S. Stefano il 16 aprile 1770, fondatrice dell’Ordine delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento, beatificata a Roma il 3 maggio 2008.