CUORENERO 2017: la missione continua…

Un caldo inatteso  - perché anche qui nel lontano paese dell'Africa sub sahariana dovrebbe essere inverno - ha trovato don Sandro, parroco di Porto S. Stefano, alla fine di novembre nel suo annuale viaggio fra le missioni del Burkina Faso rispetto alla consuetudine che per ventuno anni lo ha visto tra gennaio e febbraio percorrere le polverose piste di uno dei paesi più poveri del mondo. Il Burkina e' ormai la sua seconda patria, sono tanti i missionari e le comunità che in questi anni lo hanno accolto, numerosi i progetti di cooperazione realizzati grazie alla generosità della comunità dell' Argentario e della Maremma. Nel 2014 un libro fotografico raccontava attraverso immagini stupende quanto fatto dal Progetto CuoreNero: scuole, dispensari, centri medici, pozzi, chiese, strutture ecclesiali per l'annuncio del Vangelo. Soprattutto rendeva familiari i volti dei bambini delle adozioni scolastiche, dei ragazzi delle scuole superiori, dei giovani seminaristi, delle suore, dei sacerdoti  e vescovi - con in testa il cardinale di Ouagadougou Philippe Ouedraogo. Ma anche i lebbrosi di fratel Vincenzo, i bambini malnutriti di Tougouri e Po, gli orfani di Casa Matteo a Gorom Gorom, i malati di Nanoro seguiti dai padri camilliani e quelli del Centre Medical di Bam assistiti da un giovane sacerdote burkinabe l’abbè Jean Pierre Sakouri con la collaborazione di suore generose e personale laico. Soprattutto è l'incontro con la vasta realtà africana, le sue mille contraddizioni, il suo caos di colori, sapori, odori, la vitalità della sua gente che s'industria a tutto pur di sopravvivere.
Il Burkina ha una crisi economica e sociale endemica, il suo territorio è ormai segnato dalla desertificazione, la carenza di acqua, soprattutto quella potabile e la mancanza di materie prime lo espongono ad uno sviluppo lentissimo. Solo nella capitale e in qualche altra città come Bobo Doulasso e Banfora si avverte un leggero cambiamento, il resto del paese, le campagne e i villaggi della savana soprattutto sono ancora arretrati, soggetti più che mai al clima e dipendenti dai "cosiddetti aiuti" umanitari. Anche il clima di rinnovamento socio-politico che si respirava l'anno scorso, pur tra le paure degli attentati e di oscure manovre militari, a seguito dell'insurrezione popolare che aveva deposto dopo 27 anni di governo il presidente Blaise Compaore ora sembrano quasi del tutto ricoperte dalla poussiére, la tremenda polvere rossastra che si trova dappertutto e che senti addosso e in gola appena scendi dall'aereo allo sgangherato aeroporto di Ouagadougou.
Don Sandro era accompagnato quest'anno dal suo giovane nipote Marco, il quale appassionato di fotografia, è rimasto letteralmente coinvolto e forse anche un po' sconvolto dalla vita così difficile dei bambini e delle donne soprattutto. I giovani sono la ricchezza di questo popolo fiero, un popolo che non accetta di rassegnarsi alla sua condizione di miseria e povertà. La giornata più dura del viaggio è stata la visita al sito artigianale dei cercatori d’oro più grande di tutto il Burkina, la miniera di Alga. Accompagnati dal parroco di Bourzanga, l’abbé Bertrand e da una suora che lì va ogni tanto per un po’ di assistenza religiosa e sanitaria, don Sandro e Marco hanno potuto conoscere le miniere d’oro della sofferenza, dove circa 7.000 persone, per lo più bambini, ragazzi e giovani lavorano in condizioni disumane, sotto un sole implacabile, in mezzo a polveri tossiche. Nessuna protezione e nessuna sicurezza, legati ad una corda si calano in pozzi profondi anche 170 metri, scavati a colpi di dinamite, con il rischio continuo di frane e mancanza di ossigeno. A mano estraggono dalle vene aurifere il materiale che viene portato in superficie in pesanti sacchi per la pulitura. Molti per andare avanti usano anfetamine, per ridurre l’ansia e diminuire la fame. Una vera bolgia infernale! E’ purtroppo il volto di un’Africa ancora e sempre sfruttata, umiliata, schiavizzata.
Al ritorno dal viaggio, è andato in stampa per il decimo anno il Calendario CuoreNero, un’edizione speciale, con le foto più significative dell’impegno della comunità di Porto S. Stefano verso le missioni del Burkina. Il ricavato della vendita di CuoreNero2017 sarà destinato al Centre Medical de Bam, un centro sanitario dove vengono curate diverse patologie, come malaria, aids, lebbra, malattie respiratorie e della malnutrizione di cui sono affette le popolazioni dei villaggi, soprattutto le donne e i bambini. Grazie all’impegno della comunità di Porto S. Stefano si potrà così completare l’allestimento degli alloggi per il personale medico e i volontari che operano in una delle zone dell’Africa più carenti di strutture sanitarie.